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Catanzaro
22 Agosto 2019
Cultura

E uscimmo a rivedere le stelle…

Inaugurato ieri a Cosenza il Planetario. La struttura, seconda in Italia solo a quella diMilano, è tra le più grandi e moderne d’Europa.

di Francesco Cangemi

È d’obbligo scomodare l’Alighier poeta per l’inaugurazione del Planetario Giovan Battista Amico di Cosenza. Un’opera intitolata ad un giovane astronomo bruzio che con i suoi studi, già nel 1500, stava andando nella direzione che porta alle conoscenze che abbiamo oggi del cielo e del mondo. È a lui che Franco Piperno, il leader di Potere Operaio che fu assessore comunale con Giacomo Mancini sindaco e che è stato per anni docente di Fisica all’Università della Calabria, volle intitolare il Planetario che aveva ideato e che propose all’ex ministro socialista quando questo era primo cittadino della sua amata Cosenza. Il taglio del nastro è avvenuto, quasi vent’anni dopo, per mano di un altro sindaco, il forzista Mario Occhiuto che nella nuova piazzetta intitolata a Stephen Hawking ha aperto la struttura davanti ai maggiorenti del suo partito, Mara Carfagna in primis. Una giornata dagli astri favorevoli per Occhiuto visto che poche ore prima ha ricevuto un altro ok alla sua candidatura in una convention di Forza Italia con tanto di telefonata di Silvio Berlusconi e con presenti il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo e il consigliere regionale azzurro Mimmo Tallini entrambi rimasti anche per l’inaugurazione del Planetario.  La struttura entrerà nel pieno delle sue funzioni a giugno dato che la Zeiss, l’azienda che si è occupata delle lenti necessarie per il funzionamento delle attrezzature, deve perfezionare il montaggio dei proiettori che consentiranno la “fruizione multimediale”. Da settembre sarà il turno delle scolaresche. Intanto alla prima apertura dei cancelli sono stati tanti i cosentini che sono giunti nel quartiere Gergeri dove il Planetario sorge. C’è chi si è gustato i funamboli della Compagnia dei Folli e i fuochi d’artificio dal Ponte di Calatrava che sorge a pochi metri da quello che era stato pensato, sul finire degli anni Novanta, come il futuro quartiere della scienza. Nel mese di aprile è previsto un ciclo di conferenze che offrirà la possibilità a 100 persone alla volta di avere un altro assaggio del Planetario (è necessaria la prenotazione dato il numero dei posti). Si parte il 12 aprile con “Il cielo sopra Cosenza” evento diviso in due momenti: il primo, in cupola alle ore 19, con lectio a cura di Franco Piperno e di Angela Zavaglia e, a seguire, il secondo dalle ore 21, con il pubblico partecipante che dovrà trasferirsi al Castello Svevo per l’osservazione a occhio nudo del cielo guidata sempre da Piperno e Zavaglia con l’osservazione ai telescopi condotta da Francesco Veltri, Francesco Speciale e Alfonso Morelli. Questo evento si replicherà il 3 maggio. Il 13 aprile dalle 19 “Sentieri tra le stelle”, nella cupola, con Francesco Plastina, Angelo ed Emanuele Mendicelli e il 27, stesso luogo e stessa ora, si unirà a loro tre l’astrofisica Sandra Savaglio. Il 26 aprile lectio a cura di Angela Zavaglia e Francesco Speciale con la collaborazione tecnica di Alfonso Morelli mentre si chiude il 4 maggio con “Il cielo e la Divina Commedia” in un evento curato da Francesco Plastina, Angelo ed Emanuele Mendicelli, con la partecipazione di Alessandra Romeo. Il Planetario, per questo primo anno, avrà un comitato tecnico-scientifico in via sperimentale composto da Franco Piperno, dall’astrofisica Sandra Savaglio, dal professor Vincenzo Carbone, direttore del dipartimento di Fisica e dai docenti ed esperti del cielo Angela Misiano, Francesco Plastina, Gaetano Zimbardo, Manuela Zoccali. La sala all’interno del Planetario di Cosenza è stata arredata con 113 poltrone basculanti e roteanti, con l’installazione del proiettore ottico starmaster Zmp della Zeiss, unico in Italia e tra i migliori d’Europa, capace di proiettare nella cupola fino a 4000 stelle. Un sistema di proiezione che rappresenta quanto di più avanzato esista attualmente in Italia e che risulta tra quelli più all’avanguardia sia in Europa che nel mondo. Lo starmaster è integrato da altri 6 proiettori digitali che possono funzionare o autonomamente o sincronizzati tra di loro. La cupola interna di 15 metri di diametro, invece, per dimensioni è seconda solo al planetario di Milano.

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