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Catanzaro
22 Agosto 2019
Attualità

Natuzza Evolo, il 6 aprile si apre la causa per la beatificazione

A ottobre 2019 prevista la prima assoluta di un’opera teatrale prodotta da Ruggero Pegna sulla mistica di Paravati

di Barbara Rotundo

Il prossimo 6 aprile, con una celebrazione che si svolgerà alle ore 17.00 nella Cattedrale di Mileto (VV), sarà ufficialmente aperta la causa per la beatificazione della Serva di Dio Natuzza Evolo. L’editto è stato pubblicato il 20 febbraio scorso dal vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Luigi Renzo, il quale ha così messo un punto fermo su un percorso che condurrà al riconoscimento della santità della mistica di Paravati. Santità che – a dire il vero – è già percepita tale dai tanti fedeli di ogni parte d’Italia e non solo che per decenni hanno raggiunto il piccolo centro del vibonese per incontrare questa mamma “divinamente ispirata”, come la definisce proprio il vescovo Renzo a motivo “della fede incrollabile, del senso di obbedienza alla Chiesa, dell’accettazione della sofferenza eroica sul modello del Crocifisso”. Fra le tante persone che negli anni hanno costantemente fatto visita a Natuzza c’è Ruggero Pegna, la cui vicenda personale è molto legata a questa umile donna calabrese poiché guarito in modo miracoloso da una terribile forma di leucemia – come lui stesso scrive nel romanzo Miracolo d’amore – anche per le preghiere di Natuzza. Il noto manager di Lamezia Terme – che abbiamo incontrato per l’occasione – ci dà notizia di un evento straordinario da lui prodotto: si tratta di un’opera incentrata sulla vita della mistica di Paravati, a dieci anni dalla scomparsa. Lo spettacolo debutterà nel 2019. E così, dopo l’imponente opera musicale “Francesco de Paula”, dedicata alla vita del patrono calabrese, il musicista e compositore Francesco Perri ha da poco terminato la scrittura di quest’altra imponente opera intitolata, appunto, “Natuzza”. La regia, anche in questa occasione, è affidata a Marco Simeoli, tra i più apprezzati registi, autori e attori teatrali italiani, premiato al Gran Premio Internazionale di Venezia 2018 con un riconoscimento speciale. La prima assoluta è prevista per ottobre. “Questo lavoro su Natuzza vuole essere un importante tributo alla sua figura e alla sua fortissima personalità e, al contempo, un progetto non solo artistico, con l’intento di unire misticismo, territorio, religiosità, valori identitari; insomma un grande messaggio di cristianità da una terra, come la Calabria, che ha vissuto intensamente la sua presenza prodigiosa, connotata da un’infinità di racconti e testimonianze popolari sui suoi doni e sulla sua immensa disponibilità ad ascoltare chiunque e a pregare per dare sollievo e conforto, in particolare a malati e bisognosi.” Così Francesco Perri illustra il progetto con cui si vuole identificare la vicenda umana e religiosa di questa “donna speciale”, mamma di cinque figli, ma anche “mamma” di tutti i suoi fedeli, personalità calabrese tra le più importanti figure mistiche del ‘900. Il lavoro avrà una duplice identità: territoriale e da esportazione, caratterizzandosi come importante veicolo di valori positivi oltre che biografici. Natuzza è figura femminile del Sud Italia, laica che si pone come alter ego ad una visione massificante e a vocazione fortemente maschile del territorio e di un’idea dell’eroe ottocentesco. Si assiste, nel corso della sua vita, vissuta sempre nello stesso luogo, ad un totale capovolgimento della figura dell’eroe, che giungerà ad essere “verme di terra”, come lei stessa si definiva. “Al di là della vicenda biografica, il lavoro teatrale Natuzza vuole puntare ad essere opera popolare, adatta a tutti, rappresentata nei grandi spazi oltre che nei teatri – afferma Ruggero Pegna – per rendere memoria ad una storia nuova, recente, ancora viva e fissa nei ricordi primari e personali della gente di ogni parte del mondo che l’ha conosciuta, a cominciare dal sottoscritto. Ho avuto il privilegio di incontrarla già da ragazzo e di frequentare prima la sua casa, poi la Fondazione che l’ha ospitata e dove ora sorge la grande Chiesa chiestale dalla Madonna durante un’apparizione. È una grande storia, innanzitutto umana, piena di messaggi di fede e speranza per tutti. La sensibilità e la bravura di Francesco Perri ci offriranno un’opera davvero splendida, emozionante e commovente”.

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