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22 Agosto 2019
Politica

I dolori calabri del Carroccio

Territori in ebollizione, da Crotone a Reggio. E dallo Stretto ha preso il via la richiesta di sollevare Furgiuele commissariando così il partito regionale

di Mario Meliadò

Non è un dissapore, ma in più di un ambito della Calabria un dissidio profondo nella Lega. In vista di appuntamenti elettorali importanti, si ricerca una sintesi apparentemente difficile. A Reggio Calabria, nel giugno 2018 i vertici nazionali optano per il commissariamento di chi aveva gestito per anni il fronte provinciale della Lega “Noi con Salvini”, Nuccio Recupero (il fratello Franco era coordinatore regionale Sicurezza e immigrazione): viene inserito l’ex dirigente psdi Michele Gullace, che nel giro dei mesi successivi assume anche i galloni di commissario a Reggio città (e ai primi di gennaio si vede il cofano della “Renegade” sforacchiato a rivoltellate). Immediate le frizioni: i Recupero convocano i media, lamentando una situazione tutt’altro che ordinaria («Cos’abbiamo fatto, noi, di male? E perché Reggio, che ha votato per Salvini, viene trattata così?»). Lo scontro si radicalizza a tal punto che nel periodo di Natale viene inviata direttamente al quartier generale milanese di via Bellerio una richiesta di commissariare il partito calabrese. Sopra duecento firme, il “suggerimento”: avvicendare il deputato lametino Domenico Furgiuele alle redini regionali del partito col vicepresidente della Commissione antimafia della Regione Lombardia Alex Galizzi, bergamasco d’origini calabre. Una «battaglia di trasparenza» motivata con l’esigenza di non essere più «al centro di continue perplessità e ombre», dopo una memorabile puntata di Report che ricordava la cocente condanna a quattro anni e due mesi di carcere per estorsione del suocero di Furgiuele, Salvatore Mazzei, cui il 5 febbraio 2018 è stato confiscato un patrimonio da oltre 200 milioni di euro. Ed è caos vero: il commissariamento non è stato mai formalmente notificato, la “vecchia” sede leghista di via Cairoli continua a funzionare… «Restiamo nella Lega», dicono quelli della “vecchia guardia”. Pure altri territori sono in fermento. Cresce Francesco Alfieri, «coordinatore nazionale Lega Salvini Premier Liechtenstein», che a Crotone solo il 23 febbraio scorso ha promosso e moderato un seguìto evento su Turismo e risorse territoriali a confronto, presenti anche il coordinatore della “Lega nel mondo” Paolo Borchia, il senatore serbo Jovan Palalić del Serbian people’s party e il senatore Enrico Montani – piemontese di Verbania, ma che conosce a menadito la Calabria per incarichi di partito e perché calabrese è la moglie, Francesca Pangallo –, oggi fra i quattro vicepresidenti del gruppo del Carroccio e del Partito sardo d’azione a Palazzo Madama. A relazionare anche Vittorio Caminiti, ex candidato sindaco di Forza Italia a Villa San Giovanni e carismatica presenza tecnica (è presidente calabrese di Federalberghi…); assenti invece Furgiuele e Gullace, «neanche invitati», sibila chi conosce a fondo la situazione. Del resto proprio Gullace, all’atto d’inaugurare la nuova sede reggina del Carroccio, ha “congelato” le interpartitiche del centrodestra per le attese Comunali di Reggio; al punto che sono circolate voci (poi smentite dalla deputata di Cinquestelle Federica Dieni) sulla possibile replica locale dell’alleanza gialloverde che tiene banco a Palazzo Chigi. Per i primi responsi, c’è da attendere il riequilibrio che arriverà con l’eurovoto.

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