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Catanzaro
22 Agosto 2019
Attualità

Daniele Rossi da un anno alla guida delle Camera di Commercio di Catanzaro

Proviene da Confindustria nella quale ha ricoperto prima il ruolo di presidente dei Giovani Imprenditori e successivamente quello dei Senior carica che ha lasciato pochi mesi fa

di Rosita Mercatante

La sede della CCIAA di Catanzaro

Daniele Rossi, classe ‘76, catanzarese. Propositivo e solare. Uno spirito libero difficile da tenere imbrigliato in canoni troppo rigidi. Mosso dalla grande voglia di fare per la propria terra, che ama profondamente, Rossi riesce con naturalezza a dare un’impronta nuova anche alle più consolidate realtà istituzionali: è differente l’uso che fa della comunicazione con l’obiettivo di arrivare alla gente in maniera veloce e diretta, facendo a meno di fronzoli e formalità. La sua preparazione è il risultato di esperienze, più che di titoli di studio. Dopo aver conseguito la maturità al Liceo scientifico “Siciliani” di Catanzaro, ha frequentato per due anni la facoltà di Economia a Firenze ma non ha terminato l’iter universitario. Ha preferito mettersi a lavoro per l’azienda di famiglia, la Caffè Guglielmo, perfezionando la sua conoscenza del prodotto attraverso corsi e viaggi per il mondo, che lo hanno portato in particolare ad entrare a stretto contatto con le civiltà dei paesi del Sud Est asiatico, tra cui Korea del Sud, Vietnam, Thailandia. Il suo è un modo pragmatico e operativo di vedere le cose, di interpretare quello che è il ruolo sociale ed economico dell’imprenditore. Amante dello sport, nutre una grande passione per la boxe. Nel 2018, dopo qualche mese dalla sua elezione a Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, ha deciso di lasciare l’azienda di famiglia per dedicarsi a tempo pieno a questo incarico. Senza dubbio porta con sé un ricco bagaglio di insegnamenti e valori ereditato da suo nonno Guglielmo, vero? Lavorare per ventuno anni nell’azienda di famiglia è stata per me una palestra professionale ma anche di vita. Gli insegnamenti più importanti me li ha impartiti mio nonno Guglielmo, con cui ho avuto la fortuna di lavorare fianco a fianco per sei anni. Naturalmente sono legato a lui affettivamente prima di ogni cosa, lo vedo con gli occhi di un nipote. Poi, come tutti gli altri, lo considero un grande e lungimirante imprenditore. La sua figura è stata fondamentale per la mia crescita e per il mio futuro. Provo grande ammirazione per lui come uomo in quanto ha avuto la capacità di guardare oltre in un periodo in cui non era facile riuscirci, e ha avuto delle intuizioni importanti prima degli altri. Il suo grande dono era quello di essere un acuto osservatore del futuro. Possiamo definirlo un pioniere sotto tanti punti di vista, basti pensare al primo villaggio turistico che ha fatto sorgere negli anni Sessanta sulla costa catanzarese. Anche sotto l’aspetto della comunicazione lui era molto avanti. Ecco, la comunicazione. È un settore in cui anche il suo approccio appare molto rivoluzionario. Sono convinto che investire nella comunicazione è essenziale: la narrazione di un’azienda e, ancor prima di una start-up, è imprescindibile per porsi in maniera competitiva sul mercato. È un aspetto che in Calabria bisogna migliorare e curare di più. Oggi ci sono anche tanti canali innovativi che sono meno cari rispetto a quelli tradizionali, come ad esempio i social network, che hanno il merito di essere molto efficaci. Oltre agli anni nell’azienda di famiglia, cosa è stato determinante nella sua formazione? Sicuramente le mie esperienze associative. Da vent’anni frequento Confindustria e ho terminato il mandato di Presidente di Confindustria Catanzaro nel 2018 dopo cinque anni e mezzo, e oggi faccio parte del Consiglio Generale di Confindustria. Credo che l’associazionismo sia fondamentale per instaurare un rapporto proficuo con i propri colleghi e poter fare rete. Quella di Presidente della Camera di Commercio è un’esperienza del tutto nuova. Come l’ha accolta? Pur essendo iniziata in maniera un po’ turbolenta per varie vicende, mi sta appassionando molto. È un ruolo che mi consente di fare qualcosa per il territorio, e dare un aiuto concreto all’economia della provincia di Catanzaro che ne ha davvero bisogno. Dal dicembre 2017 ad oggi è già possibile tracciare un resoconto di quanto realizzato? Nel report annuale abbiamo indicato già le attività intraprese nei vari settori, a partire da quello della cultura in cui credo fermamente che sia significativo investire. Stiamo riaprendo la Biblioteca camerale che contiene tantissimi volumi economici di tutto il Mezzogiorno e della Calabria; abbiamo avviato numerosi progetti di alternanza scuola- lavoro dando opportunità di formazione ai più giovani. Altro ambito di intervento è quello del turismo e dell’internazionalizzazione, infatti, tramite la PromoCatanzaro, che è il braccio operativo della Camera di Commercio, abbiamo fatto arrivare degli operatori turistici nelle nostre strutture recettive affinché i gestori potessero confrontarsi.

Spetterà poi alle strutture in autonomia instaurare rapporti economici interessanti. Per quanto riguarda il Food abbiamo partecipato a Londra alla Real ItalianWine&Food 2018, e poi alcuni buyer coreani sono arrivati qui per conoscere i prodotti enogastronomici locali. Puntiamo molto sulla digitalizzazione delle imprese. E ancora altro punto è quello dell’economia del mare: stiamo conducendo delle indagini sulla ricchezza del Mar Jonio catanzarese che è ricco di vongole e telline, al fine di ottenere le licenze di pesca quindi creare una filiera dal mare fino alla tavola. Abbiamo istituito l’Organo di composizione della crisi per sovraindebitamento anche per i privati, un organismo in grado di indicare la strada giusta da percorrere per trovare delle soluzioni. Oltre a veicolare le informazioni tramite i social, abbiamo dato vita ad un progetto editoriale online che è CalabriaFocus per raccontare le nostre attività e le eccellenze del territorio. E poi, non bisogna dimenticare il progetto “Nac – Notti a Colori”, lo spettacolo di luci e videomapping che ha colorato la facciata del palazzo della Camera di Commercio per quattro notti. La questione dell’accorpamento delle Camere preoccupa l’Ente del capoluogo di regione? Secondo quanto previsto da questo decreto-legge, a Catanzaro dovrebbero accorparsi Crotone e Vibo. L’accorpamento non procurerà un grande problema per noi. Lo sarebbe maggiormente per centri come quello vibonese perché la presenza di un presidio risulta fondamentale. Noi siamo vicini a tutti, ma bisognerebbe pensare che una Camera di Commercio sana non ha motivo di non proseguire il suo cammino da sola. La situazione attuale del commercio nella provincia di Catanzaro non è del tutto rosea. Come può intervenire l’Ente Camerale per favorire un cambio di rotta? Abbiamo intenzione di condurre uno studio per avere contezza delle attività efficienti, di quelle che hanno chiuso i battenti, e di quelle che potrebbero interessare a questo territorio. Bisogna mettere in conto che siamo afflitti dalla piaga dell’emigrazione e dispersione soprattutto dei giovani. È bene evidenziare che attualmente la Camera non ha più determinate competenze sul commercio, molte sono demandate al Comune. La Camera di Commercio in alcuni casi può solo dedicarsi a ricerche e indagini e avanzare delle proposte. Ha un mero ruolo di guida. Provenire da una famiglia imprenditoriale importante è mai stato un peso? Ha mai pensato di avere un futuro già scritto e deciso? Aver messo da parte l’operatività in azienda per questo nuovo ruolo devo dire che mi è servito per riscoprire nuovi interessi e stimoli. In questo senso lavorare in azienda è un po’ limitativo. La sensazione è di soffocamento, di forte responsabilità. Una nuova opportunità è sempre un arricchimento. Questa nuova avventura mi consente di avere un’apertura diversa nei confronti del mondo. Viaggiare è una delle sue più grandi passioni. C’è un posto che le ha dato di più? Per me il viaggio ha un valore terapeutico e ho superato le ansie che avevo. Viaggiare è conoscere altre persone e altre culture, apre la mente, ti fa cadere tanti luoghi comuni e ti fa vedere oltre determinati pregiudizi. Uno degli ultimi viaggi, quello in Siria, è impresso nel cuore. Da quando sono rientrato da quel viaggio non passa giorno in cui non lavori perché le imprese italiane possano aiutare la Siria nella sua ricostruzione. Dai viaggi è nato anche un libro dal titolo “Chicchi di viaggio”. Di cosa parla? Si tratta di un racconto della mia vita personale, lavorativa e istituzionale ma è soprattutto un diario di viaggio, un resoconto di tutto quello che sono riuscito a vedere e percepire nei posti che ho visitato. Ma anche l’umanità che ho incontrato in luoghi di passaggio come gli aeroporti e le stazioni. Essere imprenditore in Calabria è difficile? Io direi che forse qui ci sono più opportunità che in altre parti d’Italia. I problemi si possono superare, semp

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