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Catanzaro
22 Agosto 2019
Attualità

Domenico Gareri: professionalità, sobrietà, competenza.

 “Nella memoria di Giovanni Paolo II”, la sua creatura televisiva, viene trasmessa da sei anni su Rai1

Non ha bisogno di presentazioni Domenico Gareri, catanzarese, autore e conduttore lanciato dal compianto Daniele Piombi, con cui per anni ha collaborato professionalmente instaurando ben presto un genuino rapporto di amicizia. Gareri ha una spiccata attitudine a relazionarsi col prossimo, e forse per questo non è stato difficile trasferire tale inclinazione nel mondo dello spettacolo, in virtù di una presenza scenica che ha saputo mantenere sempre nei canoni della sobrietà, della professionalità, della competenza. Recentemente ha condotto al Teatro Politeama di Catanzaro due importanti eventi: la seconda edizione del “Premio Agapanto”, evento con cui il Gruppo Citrigno e la Fondazione Mediolanum rinnovano il loro impegno nel sociale; e la IX edizione del “Premio Cassiodoro il Grande” – trasmesso lo scorso 13 gennaio sul canale nazionale Padre Pio Tv – all’interno del quale c’è stato un significativo momento dedicato alla disabilità grazie alla partecipazione degli artisti diversamente abili facenti parte del coro “Voci di Luce” dell’Unione Italiana Ciechi di Catanzaro.

Ma il percorso di Domenico Gareri è fatto di diverse produzioni, soprattutto in ambito televisivo; fra le sue “creature” ce n’è una in particolare che lo identifica e con la quale viene identificato dal pubblico: “Nella memoria di Giovanni Paolo II”. Si tratta  di un format televisivo ideato nel 2005, dedicato al ricordo degli insegnamenti del papa polacco ed ai cosiddetti piccoli del Vangelo. Ha il pregio di rivolgersi con particolare attenzione agli ultimi, a chi vive situazioni di disagio, ai carcerati, ai diversamente abili, lanciando messaggi tesi ad abbattere il pregiudizio, l’indifferenza e il pietismo che incombono su tali realtà. Per il sesto anno consecutivo questo “prodotto” della Life Communication, tutto Made in Calabria è stato trasmesso su Rai1 e realizzato in collaborazione col Ministero della Giustizia – Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità, col patrocinio del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione, e con quello della CEI-Fondazione dello spettacolo, e della Fondazione Giovanni Paolo II. Se nelle edizioni precedenti sono stati gli Istituti Penali Minorili di Palermo, Napoli, Torino e Catanzaro ad ospitare la registrazione – legata ogni anno ad un tema specifico del settore –, l’ultima edizione, la quattordicesima, ha avuto come location il Santuario della Divina Misericordia di Roma. La trasmissione è andata in onda su Rai1 lo scorso 26 dicembre, poco dopo la mezzanotte, e ha riscosso un buon successo con il 7,48% di share. Davvero un risultato positivo e considerevole che inorgoglisce e rende onore al nostro territorio. Alla conduzione del programma Domenico Gareri è stato affiancato da Beatrice Bocci. Diversi e interessanti i contributi e gli interventi, fra cui il vaticanista Fabio Zavattaro, il cardinale Domenique Mamberti, Alessandro Greco e Claudia Kholl. La regia è stata firmata da Giulio Di Blasi.

Domenico Gareri, qual è stata la molla che ti ha spinto a ideare questo format?

 «È la prima volta che confido le intime motivazioni che mi hanno spinto ad omaggiare il Santo Papa con questo format. Giovanni Paolo II , pur mai incontrandolo, mi ha dato tanto con il suo insegnamento, in particolare negli ultimi mesi della sua vita mi ha aiutato ad accettare la malattia e la morte di mio padre. Attraverso la sua testimonianza ha avuto modo di trasformare la sofferenza in forza, mi ha aiutato a comprendere che il Signore non abbandona mai. Pochi mesi prima che morisse, avevo chiesto di poter andare in udienza con mio padre ed un gruppo di ragazzi diversamente abili, tra cui anche mio fratello Massimiliano, purtroppo questo incontro non è mai stato possibile farlo perché si è aggravato a poi morto. Dodici giorni dopo il ritorno alla casa del Padre, insieme al mio maestro Daniele Piombi eravamo in diretta dal palazzetto dello sport di Catanzaro con tanti ragazzi diversamente abili della città, giovani e i ragazzi del carcere minorile id Catanzaro.»

Com’è nata la collaborazione col compianto Daniele Piombi?

«È un discorso lungo, mi sono sentito adottato professionalmente da Daniele con cui il rapporto di stima e di affetto è nato sui palchi. Ricordo con affetto e commozione quando per la prima volta, dopo poche settimane che ci eravamo conosciuti, mi chiamò “collega” dal palco del premio mediterraneo a Lauria. L’atto di maggiore stima lo fece quando alle ore  23 del 5 aprile 2005 (a poche ore dalla morte di Giovanni Paolo II) mi diede l’ok per condurre in diretta un format che stavamo ideando e che da lì a 12 giorni si concretizzò: ricordo ancora perfettamente la discussione sulla scaletta, fatta in un bar di Catanzaro davanti ad un caffè d’orzo con scorza di limone.»

Progetti per il futuro?

«Continuare a valorizzare il bello, il positivo, essere strumenti di evangelizzazione attraverso i mezzi di comunicazione sociale, in particolare esportare la Calabria positiva a attraverso il luoghi d’arte, di culto, attraverso i giovani e gli studenti.»

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